“La Moda Oggi” riflessioni a seguito di una interessante tavola rotonda

 

 

FIRENZE – Bellezza, genio, fantasia ma anche inquinamento

Quando la moda diventa un problema ambientale

Secondo un report delle Nazioni Unite l’industria della moda ha una grossa fetta di responsabilità nell’inquinamento globale e per questo ha stilato una lista di 17 obiettivi da centrare entro il 2030 per salvare il pianeta. Dalla fase di produzione degli abiti a quella dello smaltimento dei rifiuti vestirsi è diventato un problema.

Si spengono le luci sul grande palcoscenico di Pitti Immagine Uomo edizione ’95 per lasciare il testimonial a quello milanese e a Firenze si tirano le somme di quella che è la capitale della moda maschile, dove la fiera internazionale dell’abbigliamento maschile più importante del mondo ha portato tante novità focalizzando sulla ricerca nel menswear di oggi tra passione per l’outdoor e attitudine fashion.

Una superficie espositiva di 60.000 metri quadrati, 1230 marchi di cui 542 (il 44%) esteri e 13 sezioni espositive per un’edizione importante, Pitti Immagine Uomo 95 diventa l’occasione perfetta per testare come il settore moda, in questo caso maschile, si affaccia nel nuovo anno.

La premiazione dell’Award Salon of Excellence a Mario Dell’Oglio, ex presidente Camera Buyer, per la continua presenza e lavoro effettuato con l’organizzazione è stata seguita dall’elemento più importante della serata, una interessante tavola rotonda condotta dalla docente e giornalista Fabiana Giacomotti e organizzata dalla DeGorsi Luxury Consulting – durante la decima edizione del Salon of Excellence, evento ideato da Alexander Djordevic e Cris Egger, e patrocinato dalla Camera Italiana Buyer Moda, ed è firmata dall’Azienda Tessile Drago, biellese, per accendere i riflettori sul tema della sostenibilità più che mai sensibile al tema ambientale, un’esperienza degna di nota per l’azienda Biellese che ha investito in nuove tecnologie ed è oggi pioniera della stampa digitale per i tessuti, tecnica che permette un risparmio del 50% di acqua e inchiostro.

 

Un’iniziativa importante, questa interessante tavola rotonda, un j’accuse verso l’industria della moda, che evidenzia come, in un’ottica di marketing, la sostenibilità ambientale e sociale può realmente diventare una grande opportunità per l’intera industria: è solo comunicando al mercato questa ecologia di filiera, infatti, che il consumatore finale può comprendere, e in ultima fase premiare, il valore dell’intero processo produttivo.

 

Le Nazioni Unite hanno stilato una lista di 17 “Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” da centrare entro il 2030. Sono traguardi da tagliare in tutti i settori produttivi, ma raggiungerli nel settore della moda, che da solo vale a livello globale 2,5 migliaia di miliardi di dollari e potrebbe innescare un effetto domino con ripercussioni enormemente positive sullo stato di salute dell’ambiente.

 

Tra questi obiettivi garantire il diritto del consumatore ad essere informato e consapevole riguardo i problemi di sviluppo sostenibile, monitorare l’utilizzo di microfibre e microplastiche che vengono rilasciate in acqua e ridurre la generazione di rifiuti chimici nel processo produttivo. L’urgenza del problema climatico e ambientale è trasversale ai settori di produzione e non è certamente un’esclusiva del fashion system, ma la sensazione è che questo sia uno dei temi portanti su cui costruire i successi imprenditoriali della moda di domani.

Un’occasione di confronto per aziende di grandezza diversa e coinvolte in diverse fasi della produzione, ma con il comune denominatore dell’impegno per la salvaguardia ambientale. Impegno che, per essere efficace, andrebbe speso nella comunicazione tra i vari soggetti coinvolti nella produzione e nell’innovazione tecnologica, vera chiave di volta per ripensare la sostenibilità della moda.

Durante la serata una presenza importante quella di Elisa Cesari, buyer per il gruppo Helen Lambert Associates che acquista per Neiman Marcus, che ha preso la parola spiegando che i buyer sono mobilitati a sostenere l’unione della grande creatività della moda alla sostenibilità infatti il mondo della moda si sta muovendo molto verso il riciclo e che il consumatore finale e molto attento al acquisto. Sulle etichette dei Brand più importanti vengono infatti menzionate le provenienze dei materiali e le loro lavorazioni, segnalando che il mondo del tessile sta cambiando, non con la velocità necessaria, ma lentamente sta cambiando, le grandi aziende multinazionali come HM, Nike, CA, sono state le prime ad adeguarsi al mercato e lavorano con tessuti riciclati e con materiali organici, come il cotone, non dimenticando che il settore della moda è il secondo al mondo per inquinamento.

E in una serata spumeggiante, bagnata dalle bollicine del Cuvage Piemontese bianco e rosè della Cantina Cà dè Magnoli della Famiglia Ricagno, viticultori dal 1888, per Fashion Frames sono state presentate le Aziende SaviniJewels, Marina Corazziari Gioielli, Berg Gioielli, le Borse Aristo Pop e i capispalla di Agarw-UD, giovane azienda dei fashion designer Filippo Murat e Angelica Bolzan.

Arrivederci a Giugno per il prossimo Pitti Immagine edizione ’96.

Press: Cristina Vannuzzi

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